Penso che per le persone che abbiano letto ISDT e Lo Sghorbit sia stata una vera sorpresa trovare in libreria questo volume. Personalmente aspettavo una traduzione del Sellamillion di Adam Roberts, ma a quanto pare Fanucci e il Collettivo Autonomo Rumente (cioè i traduttori italiani delle suddette parodie, d'ora in poi CAR) hanno optato per qualcos'altro: un seguito de ISDT, che non è la parodia di nessun romanzo tolkieniano né la traduzione di una parodia scritta da autori anglofoni, bennsì ideata dal CAR, presente nelle librerie italiane dall'aprile 2005.La trama
Dopo quasi vent'anni dagli eventi raccontati ne ISDT, i membri della compagnia tornano ad operare insieme per combattere la cosiddetta Triplice Alleanza, intenzionata a soggiogare tutta la Terra di Tramezzo. Vediamo così i vecchi compari viaggiare per terre ignote e piene di stranezze alla ricerca di un fantomatico Talismano dei Corbelli, l'arma definitiva contro le forze del male. Ma un finale a sorpresa li attende.
Commento
Se devo essere sincero, questo libro mi ha un po' spiazzato: primo perché non se l'aspettava nessuno La parodia del seguito del SIGNORE DEGLI ANELLI di J. R. R. Tolkien, mai scritto prima, come si legge nella fascetta che avvolge il volume; secondo perché anche dopo aver iniziato a leggerlo ho trovato parecchie cose che non mi aspettavo. Va detto che se volete trovare in questo libro ulteriori tentativi di parodiare elementi tolkieniani, magari tralasciati nei precedenti volumi, non si troverà un gran ché; la storia e i temi inseriti sono molto diversi da quelli dei precedenti, e gli elementi di raccordo con i precedenti libri sono veramente minimi: la geografia dei luoghi non tiene più conto di quella de ISDT, i cattivi tradizionali - narc, sorchi o comunque qualsiasi altra forza del male tolkieniana parodiata - non appaiono e persino i nomi e le caratteristiche di molti personaggi sono (a quanto pare senza motivo, soprattutto i nomi) modificati; aggiunto a questo va il fatto che anche la nomenclatura fantasy delle varie razze della Terra di Tramezzo è molto confusa, dato che si usano termini diversi per indicare la stessa cosa. Non mi si accusi di pignoleria: immagino che il CAR abbia scritto questo libro soprattutto per divertirsi e che non fosse il primo dei suoi pensieri creare qualcosa di rigorosamente ordinato, ma forse un minimo di coerenza interna non sarebbe stato male, e avrebbe evitato di mandare il lettore in confusione, soprattutto nella prima parte del libro. Si è voluto cambiare (quasi) totalmente strada, quindi; si è voluto creare una schiera di personaggi e situazioni che richiamino qualcosa di molto più vicino alla realtà quotidiana, relegando la trama a mero pretesto per parlare d'altro: riflessioni sulla pace quando la compagnia soggiorna nel regno della strega Erica; riflessioni sui generi musicali e sulla società abbastanza esplicite (e qui emerge anche la natura rockettara del CAR!); riflessioni ambientaliste con foche e orsi polari che si ribellano ai cacciatori di frodo; riflessioni politiche un po' ovunque, con personaggi ammalati di Amerikana (una malattia che fa vedere comunisti mangiabambini dappertutto) e soprattutto considerando che la Compagnia dei Corbelli combatte contro una cosiddetta "Triplice Alleanza" capeggiata dal Principe Azzurro, il Galvano Verde e il Principe Nero; e chi ha orecchi per intendere capirà di chi si sta parlando. Interessante questo, anche perché gli spunti veramente comici del libro vengono fuori soprattutto quando si parla di queste cose, e più che mai leggendo questi passi ci si accorge che spesso per far ridere non occorre storpiare la realtà, specialmente quella politica italiana, dato che a volte è così assurda che basta trascriverla così com'è per ottenere l'effetto comico. Comunque qualsiasi riflessione politica è relativa, e non va dimenticato che in questo libro il CAR non si fa tanti scrupoli a esporre il proprio punto di vista sul mondo, prendendo posizioni più o meno condivisibili (personalmente più) per chiunque si trovasse a leggere questo romanzo.
Alla fine non si può certo dire che non sia un libro comico, anche se è evidente che il suo obiettivo principale non è solo far ridere (anzi, se fosse stato solo quello il risultato non sarebbe proprio il massimo). Per il resto, non c'è molto altro da dire: secondo me è un'opera da capire, e devo ammettere che recensisco questo libro dopo solo una prima lettura, quindi sicuramente senza averlo compreso del tutto. Comunque resta l'effetto "inaspettato", e sarebbe interessante fare una chiacchierata con il Collettivo Autonomo Rumente per comprendere i motivi per cui hanno scelto questa soluzione letteraria.
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